Torna alla Scheda

NEL SEGNO DEL SERPENTE

PATRIZIA MANNI

...Ero sulla terrazza della casa di mio nonno e all’improvviso sento gli zoccoli di un cavallo scendere sull’acciottolato medioevale, scivola e si affanna, sbilanciandosi per non cadere, finché non trova l’ultimo gradino in pietra e finalmente lo vedo bene: è un cavallo nero dal pelo lucidissimo, ha una macchia bianca che gli si allunga sul muso, gli occhi grandi e tondi, tutt’un tratto si alza sulle zampe posteriori e mi sembra immenso, con le vene sul collo, apre la bocca: i denti eburnei sono lucidissimi mentre le parti boccali si dilatano nei nitriti, scuotendo il capo. La lunga criniera viene sbattuta a destra, a sinistra diverse volte e le vene di tutto il corpo si evidenziano come per manifestare una volontà forte, come se lui mi dicesse che stare lì è una grande prova di volontà e di resistenza… Torna a poggiare le zampe anteriori per terra ed inizia a camminare lungo il ponticello, poi corre. Dall’altro lato del terrazzo, lo accompagno con lo sguardo attraverso gli alberi del viale, scorgo arrivare un cavallo bianco, si ferma e con una zampa anteriore mostra inquietudine, arriva il cavallo scuro, si mettono in parallelo e, ambedue, alzando la testa e abbassandola due, tre volte, partono insieme, è un appuntamento e vanno verso la Valle verdissima, quella del Sagittario...

La formattazione di questa pagina è a cura dell'Artista dell'Opera