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Foglie verdi nel sottobosco

Lorena Cristini e Lorena Cristini

...La professoressa si allontanò dal gruppo per raggiungere l'entrata laterale di destra, in fondo alla navata. Con due borse a tracolla e lo zaino sulle spalle l'uomo sulla soglia fece qualche passo per andarle incontro.

 

...Finalmente era arrivato. Nel salotto del suo appartamento, Vittorio lasciò cadere a terra i bagagli,

appoggiò le braccia sul davanzale del loggiato e guardò la valle dell'Adige respirando lentamente.

 

...Seguì con gli occhi il percorso del fiume che separava la vallata in due parti nette, trascinandole entrambe verso sud; era quello l'effetto dell'acqua che correva veloce formando qua e là dei piccoli vortici.

 

...Arrivati sotto un gruppo di cipressetti ondeggianti in fondo al cimitero, Vittorio osservò la montagna e, per un attimo, soltanto il silenzio seppe descrivere il fascino e al tempo stesso il timore che suscitò in entrambi. Gli arbusti in germoglio insieme ai grandi faggi dai rami grigio maculato e le giovani foglie, aperte come ventagli cinesi, si allungavano verso il cielo e ognuno di loro sembrava stesse afferrando un batuffolo di nuvola. Nel vento del mezzogiorno oscillavano di qua e di là e accompagnavano lo sguardo sin dentro la montagna nella valle dei Mulini, i quali, diventati abitazioni, ricoveri per animali o luoghi adibiti all’allevamento del baco da seta, si inerpicavano lungo le anse del torrente.

 

...Ora guardava ansioso l’imbocco del sotterraneo di fronte all’altare maggiore e i battiti del suo cuore tuonavano tanto da attutire il suono della campana che segnava l’ora notturna. Sì, se aveva qualche possibilità di trovare ciò che cercava, quello era il punto di raccolta spontanea dei detriti della storia, lo strato più basso sul quale si erano depositati i “fossili” di varie epoche.

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