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E' giunta l'ora di piantare ulivi

Piero Listello

“Questo libro ha un titolo che sa di cose antiche, ma finisce per approdare all’analisi lucida e precisa del mondo contemporaneo e spingersi fino ad immaginare un futuro ormai prossimo”. La vicenda copre un po' di più dell’intervallo di tempo della vita del Protagonista: a colpi di visioni prospettiche si ritrova in un futuro ancora un po’ lontano, essendo partito nella prima metà del secolo scorso grazie anche a ricordi e racconti ereditati.

Il Protagonista è uno di quei bravi giovani, come ne sono nati tanti nell’immediato dopoguerra quando d'abitudine si nasceva ancora in casa con l'aiuto dell'ostetrica. La sua giovinezza è costantemente regolata da pillole di saggezza contadine, somministrate attraverso una ridda di proverbi. A quel tempo i proverbi sono i google e wikipedia dei giorni nostri.

Matura il suo carattere a contatto con figure dalla arguzia semplice ma efficace. E’ un giovane come tanti che ha più dubbi che certezze e che combatte in cuor suo una battaglia tra l’ambizione di essere qualcun altro e la tranquillità di continuare il tran tran quotidiano.

Entra agli albori dell’informatica ed ha l’opportunità di vedere tutto ciò che di positivo c’è nel nuovo mondo d’inizio millennio rispetto al passato, ma anche di saper valutare i rischi e intravvedere dove ci condurrà il moderno sistema di vita, se non si reagisce. Sa stimare i vantaggi reali e quelli possibili e valutare i rischi evidenti e quelli sottesi.

Non è certo il Protagonista, hacker ante litteram, a mettere in dubbio il vantaggio della Rete. E’ l’uso distorto che ne abbiamo imparato a fare che è pericoloso. “Internet è la prima cosa che l’uomo ha inventato senza conoscerne il potenziale e senza disporre dei mezzi per il suo controllo” è solito dire.

L’omologazione è il male di questi anni: stuoli di ragazzi ambosessi si appiattiscono sullo stesso modo di pensare, annoiandosi con gli stessi divertimenti ed esternando sui social la tristezza della loro esistenza. Dietro alle seducenti opportunità della Rete si celano pochi e spietati Padroni dei nostri destini. A fronte di questo stato di cose occorre reagire con creatività e rivalutare la volontà individuale.

Su questo fronte il nostro protagonista non trova niente di più creativo e imprevedibile che piantare ulivi! Piantare un albero a crescita lenta e sicuramente longevo in una realtà in cui ogni cosa deve essere il più possibile estemporanea e precaria. Qui sta l’originalità e l’effetto dirompente… L’iniziativa svela la debolezza del Sistema: l’imprevedibile, se pur piccolo, in breve crea il mostro (in positivo) e si finisce che……………

Di una cosa si può essere certi: egli ci riproverà e l’esempio non è caduto nel vuoto!

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