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Camoggi

Stefano Quarantelli e Stefano Quarantelli

Premessa e spiegazione del tradotto Camoggi Canto poetico dialettale ligure (Camogli)


Credo che per poter scindere nel pensiero di questo profondo tema poetico musicale, si debba inizialmente fare una premessa:la prima è la traduzione del testo dal dialetto genovese all’italiano( per dar possibilità a tutti di capire il senso poetico delle parole usate per questo magnifico racconto)la seconda è aver scisso il tutto spiegando l’antichità di questo piccolo paese di pescatori e naviganti fatto di storie passate e usanze così di considerevole evoluzione storica anche nel presente dando sì continue emozioni a chi abita in questo borgo ligure, come la continua curiosità a chi lo viene visitare più volte all’anno , lasciando nel proprio cuore non un addio ma un arrivederci a presto….da questa premessa nasce il verso poetico “CAMUGGI” il quale gli e stato dato musica e melodia, che affina in un ascolto ad occhi chiusi il percepire del mare che lo corteggia con le sue coste e il littorale spiaggia, onde e rumore in esso ..con i rintocchi del campanile della chiesa immersa in questo mare, facendo scudo all’avanzare di mareggiate impetuose che negli anni han dato via a racconti di marinai e delle loro avventure in giro per il mondo, uno di essi era il mio bisnonno ”LORENZO” navigatore “da mozzo a nostromo ” mancato in giovane età navigando… lasciando quel poco di ricordi a suo figlio Lorenzo (mio nonno) e sua figlia Caterina(mia zia e madrina) coloro che di questo verso poetico restano ispiratori assieme a uno degli ideatori della festa del pesce il signor Viacava Lorenzo detto “U NAPULI”…il perché di questo sopra nome e citato da lui in un intervista RAI fatta nei primi anni 80… Napuli era il sopra nome dato per via della passione canora che questo pescatore aveva, cantando canzoni di melodia napoletana accompagnato dalla chitarra di mio nonno …da questa loro passione nasce una amicizia Camoglina fatta di confronti e di stima reciproca tra loro ….racconti ascoltati personalmente da mio nonno il primo che mi fece conoscere la chitarra, insegnandomi i primi accordi ,facendo si di raccontarmi le sue storie radicate di questo posto incantato dal tempo passato, storie fatte di uomini e donne che abitavano nella zona porto …la stessa dove io son nato e vissuto in giovane età.


Nella zona porto si assaporava il vero essere “Cammugin” fatto di pesca e di rimessaggio di reti le quali venivano lavorate per essere pronte all’uso delle varie pesche (ancor ora la Tonnarina di Camogli usufruisce di questo continuo tradizionalismo mai perso in questi anni).

Nel “Caruggio” dove io son nato ne faceva parte una persona(un certo ido) che come me ha visto Camogli con una luce unica creando un immagine in una barca ..esso è Ido Battistone ideatore del “DRAGUN” simbolo di questa continua evoluzione storica di Camogli il quale pure io con i miei fratelli abbiamo fatto parte di varie avventure portando per il mondo il nome di Camogli.


Ido abitava nel portone affianco al mio ,la mia curiosità verso questa persona era notevole in quanto questo uomo aveva un sogno identico al mio condividere una barca con la sua gente” di Camogli” ..la stessa che ora io trovo in questo verso poetico e canzone trovando per saggezza e racconto l’ascolto e l’imparare di queste persone dove io son cresciuto da ragazzino.

Ovviamente devo ringraziare una persona che ha dato un notevole contributo senza neppur rendendosene conto raccontando le storie della sua famiglia di pescatori ben radicati ,con documenti fotografici e ricordi indelebili ..essa e Selene Viacava ..nipote del mitico “NAPULI” e figlia del noto pescatore “U LORRé” figli di” Napuli”. Da ragazzini si faceva parte di una piazza essa era piazza Colombo ,ritrovo per noi tutti e fonte di gioco per chi come noi e vissuto in quella zona portuale , amici tanti persi vuoi per emigrazione lavorativa ,per decessi prematuri, per scelte di vita famigliari… ma amici ancor rimasti dove io sovente ancor ora ritrovo ,così parlando della nostra giovinezza e di ciò che noi vivevamo nel rispetto di famiglie ,le quali controllavano noi tutti dalla finestra delle loro case ,avendo un panorama ben visivo visto l’altezza dei caseggiati Camoglini..nulla scappava alla vista dei nostri genitori ,dove vedevano anche le nostre malefatte con eventuali “schiaffoni” tornati a casa con insegnamento diretto di vita ,e nello stesso momento allevati sani e senza nessun trauma ,cosa che attualmente la si vedrebbe improponibile con i nostri figli e nipoti i quali i loro atteggiamenti son sempre nel consenso pur sbagliando ..privi e poveri di ciò che per noi era oro un rimprovero forte non traumatizzava ma rendeva noi più forti …ricordo imbarchi su lampare a pescare di notte a 13 anni ..farlo ora sarebbe da denuncia, per noi era una normalità e una maniera di diventare uomini ,il mare insegnava tantissimo ..il rispetto in primis…quindi mai sfidarlo…averne cura (era fonte di cibo diretto non di sola vendita a terzi)

La piazza dove si giocava in giovane età a una certa ora veniva ritrovo per trovarsi e organizzare la partenza in pesca notturna “a lampara” nostre solite mete erano i chiari delle barche messe a Mulinetti ,Sori,”pesca al Totanetto”, invece “CALA DELL’ORO” in caso di pesca alle acciughe.


Questo piccolo racconto fatto da me, e un pensiero di ingresso alla poesia scritta e cantata, per dare possibilità a chi ascolta di immedesimarsi nel più profondo melodico racconto di un posto unico al mondo e della gente che lo ha vissuto anni in dietro, costruendo realtà e non leggende, persone che han fatto grande Camogli senza pretendere nessuna gloria ma solo per lo spirito che regna dentro a questa gente a volte anche un po cruda e schiva ma vera!… queste persone che hanno suscitato così tanto interesse per il mondo ,portando bandiera ovunque per via terra e via mare al nome di Camogli.

Faccio presente, che un ringraziamento dovuto va fatto al gruppo “U DRAGUN” il quale da decine di anni e realtà e bandiera in tutto il mondo, portando si il nome di Camogli in giro, ma anche le usanze e costumi della nostra gente, amante dello spirito di chi abita vicino al mare e di chi con il mare ha saputo far sognare con i suoi racconti .

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